‘La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro’

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Ogni favola è possibile, basta crederci e lottare affinché si realizzi.

 

Basta non interrogarsi sulle capacità di volo di una slitta trainata da renne, ma essere consapevoli che un dono arriva, comunque, da lontano, dal cuore di chi ce lo porge, attraverso le galassie sconfinate dell’affetto. Tuttavia, non si deve restare incastrati nel proprio sogno, forse ce ne spetta uno migliore, se solo sappiamo liberarci dell’ossessione di quanto crediamo di essere destinati a diventare.

 

Grad Powers Marcia ha scritto, edito per Piemme, “La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro”, dedicandolo a tutte le principesse, ossia a tutte le donne, alle prese con un uomo che del principe di cui fantasticavano prima di addormentarsi, quando ancora i capelli si portavano divisi in due trecce, ha ben poco.

 

Victoria, la protagonista del libro, è una principessa rosa, cresciuta in ossequio ai dogmi di palazzo. Ma il suo principe, che pareva di intenso azzurro, giorno dopo giorno si veste di panni sempre più ingrigiti. Annichilita dal dolore per l’epilogo crudele della propria fiaba, la principessa intraprende un carambolesco viaggio alla scoperta di sé sul Sentiero della Verità, non risparmiandosi, come ogni eroina degna di tale epiteto, le prove che tutte le fiabe contemplano: nello specifico affronta il Mare delle Emozioni e la Terra delle Illusioni. Solo attraverso un iter all’interno del proprio io, dunque, precipitando nel pozzo che conduce alla realtà, Victoria imparerà il vero significato dell’amore, che non è la puntuale realizzazione di una favola sognata fin da bambina, ma una storia avventurosa, da costruire in due, passo dopo passo, includendo scivolate e inseguendo vie prima sconosciute, per ritrovarsi di nuovo, ancora insieme, seppur imperfetti.

 

Quando accetti il miracolo di chi sei e ami te stessa senza condizioni, cambiare le cose che devono essere modificate ti risulta molto più facile. Alcuni aspetti che hai sempre pensato di dover cambiare perché li giudicavi tue mancanza, veri e propri nemici, in realtà sono stati i tuoi fedeli servitori.

 

Le favole esistono, non vi è dubbio. Ma possono sorprenderci, alterare i nostri schemi e ribellarsi a stereotipate aspettative, per regalarci il trionfo di un lieto fine da guadagnarsi quotidianamente, nella saggia convinzione che non basta il sole per creare un arco di colori, è necessaria anche la pioggia.

 

Emma Fenu

 

21 dicembre 2014
 
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Emma Fenu

Sono Emma, nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen. Ogni quattro o cinque anni, la mia vita subisce una vera rivoluzione: mi trasferisco in un nuovo paese. Ho vissuto, in precedenza, in Medio Oriente, in luoghi di estremo interesse culturale e storico, che mi hanno permesso di sentirmi “cittadina del mondo”. Sono laureata in Lettere e Filosofia, ho conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, insegno Lingua Italiana a stranieri, studio da anni Storia delle Donne e Letteratura al femminile e mi occupo di Iconografia, nel perenne ed affascinante tentativo di sciogliere enigmi millenari ed interpretare simboli criptici. In me si fondono, in una bizzarra alchimia, note contrastanti, grazie alle quali sono capace di reinventarmi sempre: sono sognatrice e ironica, idealista e consapevole, empatica e complessa, pragmatica e creativa. Amo immensamente leggere, scrivere recensioni, interviste, articoli, saggi, romanzi e organizzare eventi. Ho pubblicato un romanzo inchiesta, “Vite di Madri”, sul lato oscuro della maternità”, e un romanzo di formazione “Le dee del miele”, una saga familiare ambientata in Sardegna fra miele, farina, sangue e misteri.

Benvenuti nel mio mondo, una valigia, traboccante di idee e parole, sempre pronta per partire alla volta di una nuova avventura.

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