“La ragazza del treno”, un thriller imperniato sulla maternità

“La ragazza del treno”, un thriller imperniato sulla maternità

Ho viaggiato per anni in treno, ai tempi in cui frequentavo l’Università.

Lo faccio di nuovo, a distanza di qualche anni, da quando vivo, felicemente senza auto, a Copenhagen.

Il mondo, visto dal finestrino, scorre veloce e sempre uguale, ma i pensieri che ci attraversano, luci nella nebbia della memoria, seguono un ritmo proprio e colgono dettagli inediti.

Lungo il percorso si legge, si scambiano due chiacchiere con i compagni di viaggio, ci isola con un paio di cuffiette. Eppure, tale iter condito di impercettibili variazioni, scandisce le nostre giornate, raccogliendo delusioni e insuccessi, come una casa itinerante di tutti, e dunque anche nostra, in cui avere un posto.

Per alcuni, purtroppo, l’unico posto è su un vagone e l’unica voce amica è lo sferragliare dei binari.

 

Il bestseller di Paula Hawkins, “La ragazza del treno”, edito da Piemme nel 2015, è un thriller psicologico scorrevole e ben orchestrato, da leggere d’un fiato, seguendo il ritmo della corsa sulle rotaie, bramosi di arrivare alla meta e conoscere una verità che urla di essere denudata da un burqa di menzogne.

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Ma non solo. È anche una storia di donne e di madri.

Madri negate, madri legate, madri imbavagliate.

Donne tradite dal principe azzurro, donne che costruiscono castelli di carta, donne disarmate in balia di un drago che muta sembianze.

Donne che affogano in alcol e liquido amniotico la propria colpa.

Donne che, alla fine, scendono dal treno e si mettono alla guida di un’auto. Da sole, con la corona da principessa deposta nel cofano e la spada nel lato passeggero. Perché a destinazione, prima o poi, si arriva e bisogna che il viaggio continui, senza andare infinitamente a ritroso: raggiunto il capolinea urge non voltarsi indietro.

Avanti.

Avanti.

C’è sempre un altro treno in arrivo.

 

Emma Fenu

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Emma Fenu

Sono Emma, nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen. Ogni quattro o cinque anni, la mia vita subisce una vera rivoluzione: mi trasferisco in un nuovo paese. Ho vissuto, in precedenza, in Medio Oriente, in luoghi di estremo interesse culturale e storico, che mi hanno permesso di sentirmi “cittadina del mondo”. Sono laureata in Lettere e Filosofia, ho conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, insegno Lingua Italiana a stranieri, studio da anni Storia delle Donne e Letteratura al femminile e mi occupo di Iconografia, nel perenne ed affascinante tentativo di sciogliere enigmi millenari ed interpretare simboli criptici. In me si fondono, in una bizzarra alchimia, note contrastanti, grazie alle quali sono capace di reinventarmi sempre: sono sognatrice e ironica, idealista e consapevole, empatica e complessa, pragmatica e creativa. Amo immensamente leggere, scrivere recensioni, interviste, articoli, saggi, romanzi e organizzare eventi. Ho pubblicato un romanzo inchiesta, “Vite di Madri”, sul lato oscuro della maternità”, e un romanzo di formazione “Le dee del miele”, una saga familiare ambientata in Sardegna fra miele, farina, sangue e misteri.

Benvenuti nel mio mondo, una valigia, traboccante di idee e parole, sempre pronta per partire alla volta di una nuova avventura.

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