“Pausa caffè”, un libro che ferma il tempo

“Pausa caffè”, un libro che ferma il tempo

Il rituale scandisce i minuti, il cucchiaino è come una lancetta.
TIC TAC TIC TAC
Il profumo è inebriante, è l’aroma del temo, l’orologio che gira.
TIC TAC TIC TAC
Il gusto non è sempre uguale, ma, se buono, evoca le stesse sensazioni: ferma il tempo.
Stop, pausa.

La Pausa caffè è una fotografia istantanea che resta fra le mani come l’immagine di una vecchia polaroid, immortalando vite segnate dalla quotidianità o eventi disattesi, drammatici, rivoluzionari. Quanto il tempo sfugge al controllo tutto più accadere, in un ritmo così veloce che possiamo rendercene davvero conto solo dieci tazzine dopo, per metabolizzare.

È questo il tema della silloge di racconti e versi o illustrazioni, ad essi sottilmente collegati, scritta da Angela Lazzaro e da Antonino Sidoti: Pausa caffè, appunto.
In brevi stralci di letteratura contemporanea, dallo stile innovativo e coinvolgente, pur nella perfezione della forma, gli scrittori concedono anche noi una pausa: per una manciata di minuti ci rapiscono altrove, in case a pochi chilometri da noi o in paesi lontani e straziati; fra donne che rinascono o esseri che muoiono; fra chi ha troppo, ma non l’essenziale, e chi ha nulla, ma nuvole che gli danzano nell’anima; fra chi s’innamora di un volto velato o chi non riconosce più chi giace sul proprio letto; fra mura che diventano casa nel momento in cui si sorbisce un caffè, che è collante sociale o meditazione solitaria, mixando l’ironia all’amaro.
Un libro meritevole, che potete concedervi secondo i vostri i gusti: una sorsata veloce dal sapore di mille qualità, mischiate a farne una pozione, oppure centellinando i 17 racconti, meglio con un tazzina in mano, perché i vostri momenti di assenza di tempo si colmino di storie e parole. Sarete chiamati a dare una risposta, perché non sempre i finali sono scontati e tutti siamo chicchi in attesa di essere tostati.

TIC TAC TIC TAC
Anche questa pausa è terminata, ho sorseggiato un caffè al ginseng macchiato caldo e corretto con un racconto. Ci incontriamo in questo stesso bar d’aeroporto, con la valigia in mano?
Alla prossima.

Emma Fenu

23 settembre 2015

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Emma Fenu

Sono Emma, nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen. Ogni quattro o cinque anni, la mia vita subisce una vera rivoluzione: mi trasferisco in un nuovo paese. Ho vissuto, in precedenza, in Medio Oriente, in luoghi di estremo interesse culturale e storico, che mi hanno permesso di sentirmi “cittadina del mondo”. Sono laureata in Lettere e Filosofia, ho conseguito un Dottorato in Storia delle Arti, insegno Lingua Italiana a stranieri, studio da anni Storia delle Donne e Letteratura al femminile e mi occupo di Iconografia, nel perenne ed affascinante tentativo di sciogliere enigmi millenari ed interpretare simboli criptici. In me si fondono, in una bizzarra alchimia, note contrastanti, grazie alle quali sono capace di reinventarmi sempre: sono sognatrice e ironica, idealista e consapevole, empatica e complessa, pragmatica e creativa. Amo immensamente leggere, scrivere recensioni, interviste, articoli, saggi, romanzi e organizzare eventi. Ho pubblicato un romanzo inchiesta, “Vite di Madri”, sul lato oscuro della maternità”, e un romanzo di formazione “Le dee del miele”, una saga familiare ambientata in Sardegna fra miele, farina, sangue e misteri.

Benvenuti nel mio mondo, una valigia, traboccante di idee e parole, sempre pronta per partire alla volta di una nuova avventura.

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